Lavori al parcheggio di via Impallomeni e demolizione cinta muraria, interrogazione dei consiglieri di minoranza

Sui lavori di realizzazione del parcheggio di via Impallomeni e la demolizione della cinta muraria cittadina sono intervenuti i consiglieri comunali di minoranza Lorenzo Italiano, Alessio Andaloro, Damiano Maisano e Giuseppe Crisafulli chiedendo in una interrogazione diversi chiarimenti all’Amministrazione e agli uffici di palazzo dell’Aquila. Ecco il dettaglio del documento delle forze politiche di opposizione:
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I sottoscritti consiglieri comunali

 

VISTA la delibera di Giunta Municipale n. 108 del 31.03.2023 con la quale è stato approvato il progetto esecutivo denominato “Next Generation EU – PNRR” Lavori di realizzazione di un parcheggio multipiano in acciaio in via G.B. Impallomeni – 1° Lotto Funzionale “ Rigenerazione Urbana” – Missione 5 – Componente 2 Investimento 2.1. CUP H51B21001780005 per il complessivo importo di € 1.611.500,00 di cui € 1.011.214,97 per lavori a base d’asta , € 17.342,53 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso ed € 582.942,50 per somme a disposizione dell’Amministrazione;

 

VISTA e RICHIAMATA la Determinazione Dirigenziale n. 603 del 28.07.2023 con la quale sono stati aggiudicati, ai sensi e per gli effetti dell’art.32 comma 5 del D.Lgs.vo n.50/2016 e ss.mm.ii “Next Generation EU – PNRR, i Lavori per la realizzazione di un parcheggio multipiano in acciaio in Via G.B. Impallomeni – 1° Stralcio Funzionale” CUP H51B21001780005 – CIG 980063188C all’operatore economico GENCO SRL con sede in Via Liguria n.3 – 93014 Mussomeli (CL) C.F. e P.Iva 01989330855 che ha presentato un ribasso del 32,852%, per un importo netto di € 679.010,63 oltre oneri di sicurezza non soggetti a ribasso pari ad € 17.342,53, e quindi per un importo contrattuale dell’appalto determinato in € 696.353,16 oltre iva al 22%;

 

CONSIDERATO che con determina dirigenziale n. 1412 del 19/05/2025 è stata approvata per l’appalto in oggetto perizia di variante e suppletiva;

 

PRESO ATTO che tale perizia di variante e suppletiva relativa all’intervento – Next Generation EU – PNRR intervento di “Realizzazione di un parcheggio multipiano in Via G.B. Impallomeni” – CUP H51B21001780005 – CIG 980063188C, redatta dalla D.L. Ing. Pietro Natale Curreri in data 19.03.2025, e sottoscritta dal Rup Arch. Natale Otera, ai sensi dell’art. 106 comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016, prevede l’utilizzazione di parte delle economie di gara per maggiori lavori pari a complessivi € 202.989,41 al netto del ribasso d’asta del 32,852% e oltre oneri per la sicurezza ed Iva come da quadro tecnico economico riportato nella citata determina dirigenziale n. 1412/2025;

 

PRESO ATTO altresì che la suindicata perizia di variante e suppletiva per il completamento dei lavori, è stata redatta al fine di perseguire, come si legge nella citata determina n. 1412/2025, «uno degli obiettivi principali del progetto di migliorare l’intervento e di far fronte ad alcune contingenze verificatesi, ai sensi dell’art. 106 comma 1, lett. c) del D.Lgs. n. 50/2016»;

 

CONSIDERATO che, come si apprende da una serie di post pubblicati sui social da alcuni concittadini, con tanto di filmati inequivocabili , a partire da domenica scorsa, ossia dal 13 luglio 2025, è stata documentata nel cantiere in oggetto la continua e costante demolizione con tanto di martello pneumatico delle antiche mura urbiche innalzate dalla Città di Milazzo alle soglie del Seicento;

 

CONSIDERATO che nel 1622 il viceré Emanuele Filiberto di Savoia, allo scopo di difendere Milazzo lungo il versante di Ponente, dispose di proteggere con una cinta muraria la porzione bassa della Città, le cui mura sarebbero state comprese tra le odierne piazza Nastasi e piazza Roma, salendo ancora sino a S. Rocco. Lungo tali mura si sarebbero aperte tre porte, una delle quali – denominata dal 1630 “Porta Palermo” – era ubicata precisamente nell’incrocio tra le odierne vie XX Settembre ed Enrico Cosenz. Questa cinta muraria sarebbe stata denominata non a caso Cinta Emanuela, in omaggio allo stesso viceré promotore, allungando così il tratto già esistente nelle alture rivolte a Ponente del Borgo, dominato oggi come allora dalla cittadella fortificata.

 

PRESO ATTO delle informazioni raccolte dagli scriventi presso gli storici locali, dalle quali emerge che la documentazione d’archivio attesta che nel 1623 il cantiere per il completamento delle suddette mura era avviato da ormai un anno. La costruzione della «chiudenda di mare», così veniva anche chiamata la lunga cinta muraria che avrebbe dovuto proteggere dagli eventuali attacchi nemici dal lungomare di Ponente il centro urbano di Milazzo, venne disposta dal viceré Emanuele Filiberto nel 1622. Il progetto di massima venne affidato all’ingegnere militare Vincenzo Tedeschi. Ad aggiudicarsi l’appalto, bandito dal Comune di Milazzo, fu mastro Francesco Cardillo, mentre la direzione dei lavori venne affidata all’architetto palermitano Giuseppe Gasdia, una sorta d’ingegnere-capo della Città di Milazzo che aveva sposato una milazzese e che allora dirigeva anche i lavori di costruzione di quello che oggi chiamiamo il Duomo antico di Milazzo.

 

CONSIDERATO dunque che tale opera rientra a pieno titolo nel patrimonio comunale, in quanto finanziata ed appaltata dalla stessa Città di Milazzo, così come altre mura innalzate a Milazzo nel corso dei secoli, tra tutte quelle che ancora si conservano in ottime condizioni alle spalle della chiesa di S. Giuseppe al Borgo;

 

CONSIDERATO altresì che i tratti residui di tali antiche mura, sopravvissuti alle offese del tempo, sono da considerarsi opere tutelate ope legis, e dunque beni culturali, per intervenire sui quali si rende dunque necessario un nullaosta della competente Soprintendenza ai BB. CC. e AA.;

 

PRESO ATTO  che i brandelli residui delle mura in questi giorni oggetto di demolizione sono sormontati da un camminamento di ronda, meglio visibile nel tratto compreso tra l’Immacolata ed il Fortino dei Castriciani.

 

CONSIDERATO che tali antichi manufatti – lungi dall’essere oggetto di demolizione – avrebbero richiesto opportune opere di consolidamento e salvaguardia a tutela della memoria storica, che se da lato avrebbero risposto ad esigenze di conservazione del bene culturale, dall’altro avrebbero garantito l’incolumità dei fruitori del parcheggio multipiano.

 

TUTTO CIO’ PREMESSO

si chiede di conoscere:

  1. se è stato acquisito il previo nullaosta della Soprintendenza ai BB. CC. e AA. di Messina e, in caso affermativo, sulla base di quali presupposti la stessa ha assentito alla demolizione delle mura piuttosto che al loro riattamento a tutela della memoria storica, architettonica ed urbanistica della Città di Milazzo.

 

  1. Se i tratti di mura in questione, appaltati e finanziati nel corso dei secoli dalla Città di Milazzo – ivi inclusi quelli che prospettano su piazza Immacolata e, tra gli altri, quelli ancora in ottime condizioni ubicati in prossimità della chiesa di S. Giuseppe – siano o meno catalogati ed inventariati nel patrimonio comunale.

 

  1. Se, a tutela dei lavoratori coinvolti nelle citate opere di demolizione,  sia o meno conforme alla norme di sicurezza sul lavoro la stessa opera di demolizione, eseguita, senza alcun ausilio di ponteggi, in cima alle stesse mura oggetto di demolizione, a mezzo martello pneumatico e con dotazione di semplice imbracatura di sicurezza.

 

  1. Se è vero che le citate opere di demolizione di questi brandelli superstiti di antiche mura secentesche siano state finanziate solo in sede di approvazione della citata perizia di variante e suppletiva.

 

  1. Quali interventi fossero stati previsti per le mura oggetto della presente interrogazione nel progetto originario del parcheggio multipiano.

 

  1. Se l’Amministrazione comunale ed i tecnici dell’Ufficio Tecnico Comunale siano a conoscenza che tali tratti di mura alle spalle della guardia medica erano stati in parte evidenziati e risparmiati da incauta demolizione agli esordi del 1989, quando su progetto dell’ing. Pino Mirenda venne curato il restyling del grande slargo su cui si affacciano le chiese dell’Immacolata e di S. Rocco.”

 

 

 

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